Chi sono

I miei studi, le mie specializzazioni, il mio lavoro

Mi chiamo Corrado Aldrisi

Psicologo, Psicoterapeuta psicodinamico, Danzamovimento terapeuta

L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) propone una definizione estremamente ampia di salute: uno stato di benessere al tempo stesso fisico, psicologico e sociale, che non è caratterizzato solo dall’assenza di malattia ma piuttosto dall’equilibrio delle diverse componenti dell’individuo inteso come essere psicosomatico e sociale.

Ne deriva un modello biopsicosociale: una visione d’insieme, un sistema che correla il rapporto tra salute e malattia a fattori sia interni (biologici, psicologici), sia esterni (famiglia, ambiente, società).

 É a tale visione d’insieme che faccio riferimento quando accolgo una persona che mi contatta; un modello che mi permette di proporre trattamenti clinici che integrano la Psicoterapia Psicodinamica, ad un approccio corporeo derivante dalla Mindfulness Psicosomatica (focalizzata sullo scioglimento dei blocchi psicosomatici con ricadute positive su tutto il sistema Pnei – psiconeuroendocrino immunologico) e dalla Danzamovimentoterapia.

Gli studi e le specializzazioni

Dopo la Laurea in Psicologia Clinica e di Comunità – Facoltà di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino – mi specializzo in Psicoterapia Psicodinamica Individuale e di Gruppo presso C.O.I.R.A.G. (Confederazioni Italiane per la Ricerca Analitica sui Gruppi), acquisendo le tecniche proprie dello Psicodramma Analitico Individuativo.

Parallelamente mi specializzo in Danzamovimentoterapia – Apid (www.apid.it): un metodo che ha l’intento di promuovere uno sviluppo armonico della persona utilizzando il movimento, qui inteso come mezzo/strumento per la scoperta di sé, del proprio corpo e delle sue originali capacità espressive; ci si propone di restituire alla persona la sua unicità espressiva.

Ai tre livelli presenti nel modello biopsicosociale se ne aggiunge un quarto: la Coscienza e l’autoconsapevolezza di Sé. Per questa ragione nel 2018 ho intrapreso una nuova formazione in Mindfulness Neuropsicosomatica presso l’Istituto di Neuropsicosomatica PNEI di Bagni di Lucca (www.neuropsicosomatica.com).

La cornice teorica proposta integra le più efficaci pratiche di consapevolezza corporea, emotiva e psicologica, documentate scientificamente dalle ricerche internazionali ritenute efficaci per la riduzione dello stress, l’ansia, l’aggressività e la depressione e, parallelamente, per il miglioramento dell’attenzione, la concentrazione e le performances cognitive lavorative e scolastiche.

 

Un modello flessibile che può essere applicato sia in ambito clinico, educativo sia nelle organizzazioni aziendali.

Collaborazioni lavorative

1998 – 2020
Associazione per la Lotta contro
le Malattie Mentali, Onlus
Volontario
Prevenzione primaria:
progettazione, coordinamento partnerships e conduzione di gruppi classe in istituti scolastici di diverso ordine e grado.

Dove: www.almm.it

Associazione Il Bandolo
2004 – 2011
Psicologo consulente per la Linea di Ascolto e Sostegno psicologico

2012 – 2020
Coordinatore dell’équipe di psicologi consulenti per la Linea di Ascolto e Sostegno psicologico.

Dove: www.ilbandolo.org

2006 – 2018
Laboratorio Sperimentale Afasia / Fondazione Carlo Molo Onlus – Consulente esterno
Conduzione di gruppi di Arte-terapia e Danzamovimento terapia.

 

2011 – 2013
Presidio Sanitario Ospedaliero “Martini” e “Ordine Mauriziano” – Servizio psichiatrico di Diagnosi e Cura – Torino
Conduzione di gruppi di Arte-terapia.

 

2016
Costituzione Studio Associato di Psicoterapia Studio Bruschi, Bosi, Aldrisi e Centro Clinico Sinaptica, presso il quale esercito la mia professione privata.

Dove: www.centrodicurasinaptica.it

I miei trattamenti sono individuali, di coppia e di gruppo

MINDFULNESS PSICOSOMATICA

La pratica di base si fonda sul rendere consapevole ciò che facciamo in modo automatico: respirare! Portare attenzione e presenza del respiro nel corpo, genera una graduale e maggiore consapevolezza del proprio Sé psicosomatico promuovendo una maggiore integrazione fra corpo-emozioni-mente.

PSICOTERAPIA PSICODINAMICA

È un trattamento psicologico che fonda le sue radici teoriche nel modello psicoanalitico sviluppato da S. Freud.
Si fa quindi riferimento all’inconscio e a quell’insieme di processi possono condizionare il rapporto con le proprie emozioni e pensieri e di conseguenza il rapporto con gli altri.

DANZA MOVIMENTO TERAPIA (DMT)

La DMT è un metodo che ha vuole promuovere uno sviluppo armonico della persona utilizzando il movimento, qui inteso come mezzo/strumento per: la scoperta di sé, del proprio corpo
e delle sue originali capacità espressive; ci si propone di restituire alla persona la sua unicità espressiva. 

Ambiti di intervento

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Disturbi psicosomatici

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La psicoterapia ad approccio psicosomatico da me utilizzata, trova le sue basi teorico-cliniche nella Neuropsicosomatica: un campo di studi che riunisce le ricerche scientifiche sulle relazioni sistemiche fra il Sé, il sistema nervoso, la psiche e il corpo applicandole alla clinica, alla prevenzione e alla crescita personale.
Nella concezione psicosomatica sistemica:

  • il Sé rappresenta l’anima della persona, il centro del sistema vivente e la chiave del benessere;
  • il corpo è inteso come una rete dinamica di canali e centri di energia informata ed emotiva sempre in armonica comunicazione fra loro;
  • ogni disturbo dell’armoniosa circolazione-comunicazione delle energie informate e delle relative emozioni è percepito come blocco al piacere e come frammentazione dell’unità sistemica del Sé;
  • i blocchi possono essere da accesso (pieno), da difetto (vuoto), da squilibrio o da dissociazione;
  • lo scioglimento dei blocchi avviene utilizzando in modo efficace e organico una serie di differenti pratiche corporee, energetiche, emotive, psicologiche e meditative (mindfulness);
  • la maggior parte dei blocchi ha una natura emotiva ed è associato alla chiusura del cuore e del Sé;
  • le pratiche meditative hanno lo scopo di risvegliare la consapevolezza e la capacità del Sé di riportare unità, integrità e piacere nel sistema malato e frammentato.
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Sindrome ansioso-depressiva

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Disturbo d’ansia generalizzato

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Caratterizzata da una duratura e consistente instabilità emotiva e da possibili crisi o eccessi di angoscia acuta. Una condizione nella quale predomina uno stato di tensione, di incertezza, di attesa apprensiva che influenza completamente la vita psichica della persona. L’esistenza è segnata da un’aspettativa di pericolo che può tradursi in vera e propria disperazione.

Un aspetto importante riguarda anche i sintomi somatici che possono interessare vari apparati:

  • sintomi respiratori: la dispnea (respiro affannato e accelerato), sensazione di “fame d’aria”, nodo in gola;
  • sintomi cardiaci: palpitazioni, tachicardia, senso di costrizione al petto;
  • sintomi dell’apparato digerente: nausea, vomito, diarrea; o anche secchezza della fauci, bolo o sensazione di costrizione a livello della faringe o dell’esofago;
  • sintomi neuromuscolari: tremore, tensione muscolare, irrequietezza motoria;
  • sintomi sensitivo-sensoriali e cutanei: parestesia, formicolii o bruciori in varie parti del corpo; ma anche sudorazione profusa e sensazioni di caldo e freddo al volto, agli arti e alle dita.

Inoltre, sono frequenti: disturbi del sonno, disturbi sessuali, irrequietezza psicomotoria.

Disturbo d’ansia generalizzato
Si caratterizza per uno stato d’ansia persistente, duraturo (almeno sei mesi). Rappresenta il più frequente fra i disturbi d’ansia e generalmente è associato ad altri sintomi (es. la depressione).

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DAP (disturbo attacchi di panico)

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Si può definire con un periodo acuto d’ansia, paura o disagio inatteso, solitamente di breve durata; inaspettatamente la persona può accusare la paura di morire, di impazzire o di perdere il controllo del proprio comportamento.

Il DAP è caratterizzato da variabili e intense manifestazioni neurovegetative e somatiche, quai: tachicardia, dispnea, sensazione di soffocare, sensazione di sbandamento e di svenimento. Sono molto comuni anche: tremori, profusa sudorazione, formicolii, vampate di calore.

Secondo l’orientamento neuropsicosomatico il DAP è caratterizzato da una inibizione dell’azione tesa dove, nonostante l’inibizione comportamentale ed emozionale, rimane un’attivazione del sistema neurovegetativo simpatico, come tensione neuromuscolare di fondo.

La crisi di panico non è una malattia, ma un disturbo funzionale dovuto ad un’incapacità di gestire in modo appropriato emozioni e comportamento, per carente regolazione emotiva di origine materna e famigliare. Essa dipende da due fattori:

  1. elevata tensione da controllo della mente razionale;
  2. bassa comunicazione emotiva.

Questi due fattori in genere vengono appresi in quelle famiglie eccessivamente normative ed emotivamente chiuse.

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DOC (Disturbo ossessivo compulsivo)

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Le ossessioni sono pensieri, immagini, rappresentazioni mentali, impulsi ripetitivi e persistenti, riconosciuti dalla persona come propri e provenienti dal suo mondo interno; tuttavia, esse hanno carattere intrusivo per la coscienza, poiché appaiono strani, inopportuni e assurdi.

Le compulsioni sono comportamenti, atti, rituali nei quali la persona agisce con un vissuto di coercizione e di impossibilità a resistervi; in genere è correlato alle ossessioni.

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Depressione

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Si fa riferimento ad un’alterazione significativa dell’affettività; il tono dell’umore, inteso come quell’emozione prolungata che dà colore alla vita psichica, non oscilla più fra i due opposti tristezza – gioia, ma si pone in maniera stabile sul polo negativo, nella condizione depressiva, e sul polo positivo nell’euforia.

Depressione: può essere descritta come uno stato d’animo caratterizzato da tristezza, accompagnato da insoddisfazione e pessimismo, presente anche in situazioni normali e non solo patologiche. La depressione può essere distinta in:

depressione endogena: sopraggiunge nella vita della persona, senza la possibilità di ricondurla ad un avvenimento di particolare significato. Lo stato d’animo è segnato da una intensa e pervasiva tristezza che interessa il nucleo profondo della personalità.

La depressione endogena viene inclusa all’interno di due distinti disturbi dell’umore:

  • forma bipolare: caratterizzata dall’alternarsi e manifestarsi, con frequenza irregolare, di episodi depressivi e maniacali;
  • forma monopolare: caratterizzata esclusivamente da episodi depressivi.

Depressione reattiva: ciò che la distingue dalla precedente è che l’esordio della sintomatologia depressiva è riconducibile a un evento esistenziale sfavorevole e doloroso, riconosciuto e avvertito dalla persona come tale, cronologicamente e causalmente correlabile con lo stato depressivo.

Secondo l’orientamento neuropsicosomatico alla base dei disturbi dell’umore vi è l’inibizione del sistema del piacere corporeo. Le due cause principali del blocco del piacere corporeo sono:

  1. “chiusura del cuore”: è la conseguenza di mancata amorevolezza e di inadeguato accudimento, soprattutto al primo periodo di vita. Il cuore è il centro dell’amorevolezza e, più in profondità, del “Senso di Identità”;
  2. dovere e serietà mentale (controllo della mente razionale).

Secondo tale orientamento la depressione è considerata un disturbo disfunzionale caratterizzato da:

  • mancanza d’amore e capacità di costruire e gestire relazioni amorevoli;
  • inibizione dell’azione ipotonica-arresa: scarsa energia con inibizione del sistema simpatico;
  • bassi livelli di serotonina, dopamina e noradrenalina.
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Disturbi di personalità

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Malessere esistenziale anche asintomatico

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Crisi relazionali

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Sostegno alla genitorialità

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Disagi inerenti a periodi critici della vita (crisi evolutive - lutto - separazioni – cambio di lavoro)

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DPTS (Disturbo post-traumatico da stress)

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Il disturbo post traumatico da stress si sviluppa in seguito all’esposizione ad un evento stressante e traumatico che la persona ha vissuto direttamente, o a cui ha assistito, e che ha implicato morte, o minacce di morte, o gravi lesioni, o una minaccia all’integrità fisica propria o di altri. La risposta della persona all’evento comporta paura intensa, senso di impotenza e/o orrore.
I sintomi del Disturbo Post traumatico da Stress possono essere raggruppati in tre categorie principali:

  1. il continuo rivivere l’evento traumatico: l’evento viene rivissuto persistentemente dall’individuo attraverso immagini, pensieri,
    percezioni, incubi notturni;
  2. l’evitamento persistente degli stimoli associati con l’evento o attenuazione della reattività generale: la persona cerca di evitare di pensare al trauma o di essere esposta a stimoli che possano riportarglielo alla mente. L’ottundimento della reattività generale si
    manifesta nel diminuito interesse per gli altri, in un senso di distacco e di estraneità;
  3. sintomi di uno stato di iperattivazione persistente come difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno, difficoltà a
    concentrarsi, l’ipervigilanza ed esagerate risposte di allarme.

Sintomi del disturbo post traumatico da stress possono insorgere immediatamente dopo il trauma o dopo mesi. Il quadro dei sintomi può essere inoltre acuto, se la durata dei sintomi è minore di tre mesi, cronico se ha una durata maggiore, o ad esordio tardivo, se sono trascorsi almeno sei mesi tra l’evento e l’esordio dei sintomi.

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